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Animali da bar

ANIMALI DA BAR

Spettacolo vincitore Premio Hystrio-Twister 2016

uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo

drammaturgia Gabriele Di Luca

regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti

con Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi

voce fuori campo Alessandro Haber

musiche originali Massimiliano Setti

progettazione scene Maria Spazzi assistente scenografo Aurelio Colombo

realizzazione scene Scenografie Barbaro srl

costumi Erika Carretta

luci Giovanni Berti

allestimento Leonardo Bonechi

illustrazione Federico Bassi

foto di scena Laila Pozzo

organizzazione Luisa Supino

una produzione Fondazione Teatro della Toscana 2015

produzione Carrozzeria Orfeo

in collaborazione con Festival Internazionale di Andria | Castel dei Mondi

 

AUDIODESCRIZIONE
DOMENICA 23 APRILE 2017 ALLE ORE 17.30

 

C’era una volta una metropoli.
Dentro la metropoli un quartiere.
Dentro al quartiere, il bar.

Un bar abitato da personaggi strani: un vecchio malato, misantropo e razzista che si è ritirato a vita privata nel suo appartamento; una donna ucraina dal passato difficile che sta affittando il proprio utero ad una coppia italiana; un imprenditore ipocondriaco che gestisce un’azienda di pompe funebri per animali di piccola taglia; un buddista inetto che, mentre lotta per la liberazione del Tibet, a casa subisce violenze domestiche dalla moglie; uno zoppo bipolare che deruba le case dei morti il giorno del loro funerale; uno scrittore alcolizzato costretto dal proprio editore a scrivere un romanzo sulla grande guerra.

Sei animali notturni, illusi perdenti, che provano a combattere, nonostante tutto, aggrappati ai loro piccoli squallidi sogni, ad una speranza che resiste troppo a lungo. Come quelle erbacce infestanti e velenose che crescono e ricrescono senza che si riesca mai ad estirparle.

E se appoggiati al bancone troviamo gli ultimi brandelli di un occidente rabbioso e vendicativo, fatto di frustrazioni, retorica, falsa morale, psicofarmaci e decadenza, oltre la porta c’è il prepotente arrivo di un “oriente” portatore di saggezze e valori… valori, però, ormai svuotati e consumati del loro senso originario e commercializzati come qualunque altra cosa.

Tutto è venduto, sfruttato e contrattato in “Animali da Bar”. La morte e la vita, come ogni altra merce, si adeguano alle logiche del mercato.

E quando l’alcol allenta un pochettino la morsa e ci toglie la museruola… è un grande zoo la notte… una confessione biologica dove ognuno cerca disperatamente di capire come ha fatto a insediarsi tutta quell’angoscia. Giorno dopo giorno. Da anni, da secoli. Come abbiamo fatto a non sentirla entrare? E per quanto riguarda gli altri… beh, cerchiamo di essere realisti. Possiamo dire di conoscerci appena. Siamo tutti degli estranei.

D’altronde almeno una mezza dozzina di Cristiani desidera la nostra morte ogni giorno o no? In coda sulla tangenziale… il lunedì mattina in ufficio… chi non vorrebbe torturare il cane del vicino, o schiacciare qualche ciclista di tanto in tanto? Se volete provare l’esatta inesistenza di Dio, salite in una metrò affollata di vostri simili in pieno agosto.

 

CARROZZERIA ORFEO
Diplomati all’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, Massimiliano Setti e Gabriele Di Luca, insieme a Luisa Supino, costituiscono nel 2007 la compagnia Carrozzeria Orfeo, di cui sono autori, registi ed interpreti dei propri spettacoli, dei quali curano anche la composizione delle musiche originali.

Carrozzeria Orfeo: un nome che nasce dalla contrapposizione di parole tra loro molto diverse. La concretezza di una carrozzeria e il simbolo dell’arte. La fatica del mestiere, il sacrificio e la manualità dell’artigiano, e allo stesso tempo la volontà di vivere un’esperienza onirica. Alla base della poetica della Compagnia, che alla produzione di spettacoli alterna l’attività di formazione, c’è la costante ricerca di una comunione tra un teatro fisico ed una drammaturgia legata a tematiche della contemporaneità all’interno della quale l’emotività, l’immediatezza e il rapporto con il pubblico rivestono un’importanza fondamentale. L’osservazione della realtà spinge il percorso drammaturgico di Carrozzeria Orfeo nel suo esplorare diversi territori di scrittura, recitazione, messa in scena, senza tralasciare la formazione, trovando ispirazione nelle storie e nella cronaca del proprio tempo.

Non appena diplomati, nel 2007, danno vita al loro primo spettacolo NUVOLE BAROCCHE che, trasmesso su Rai 3 a ‘Palco e Retropalco’, ha ricevuto nel 2007 la Menzione Speciale al Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” e nel 2008 la Menzione Speciale al Premio Nuove Sensibilità del Festival Teatro Italia. Ispirato all’omonimo album e alla canzone Le nuvole di Fabrizio De André, vede protagonisti tre ragazzi che hanno perduto il contatto con il mondo, con le istituzioni e soprattutto con se stessi: perdenti nella vita, eroi dei propri sogni. Una drammaturgia del sequestro, tra microcriminalità e disperazione urbana, che esplora la fusione di linguaggi diversi nell’indagine di un’epoca stratificata con la fine degli anni ’70, l’estate dei grandi sequestri e del rapimento di Fabrizio De André e Dori Ghezzi.

Nel 2008 debutta GIOCO DI MANO, viaggio surreale attraverso vita, amori e miracoli di quattro diverse generazioni. Quattro personaggi bizzarri, due morti e due vivi, legati tra loro dall’inscindibile rapporto di sangue padre-figlio. Una sorta di mitologia familiare che mescola e confonde, attraverso una narrazione comica e visionaria, la fantasia e i sogni, con la realtà. Una fiaba moderna, un racconto popolare, semplice e ironico, fatto di ribaltamenti, equivoci, giochi e colpi di scena.

Nel 2009 debutta SUL CONFINE, vincitore della quinta edizione del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti”, in cui tre uomini raccontano la storia di una guerra: quella che si gioca sempre al limite, la guerra non importa “di chi contro chi”.

Nel 2010 con lo studio TRE BREVI ISTANTI TRAGICOMICI vincono il Premio alle Arti “Lidia Petroni”, promosso dal Teatro Inverso di Brescia.

Nel 2011 debutta IDOLI, testo finalista al Premio Hystrio per la Drammaturgia 2011 e vincitore come miglior spettacolo della Rassegna Autogestito al Teatro Quirino di Roma, ispirato al saggio I vizi capitali e i nuovi vizi di Umberto Galimberti.  Lo spettacolo rilegge questa tematica alla luce della contemporaneità, decontestualizzandola dal terreno della morale per evidenziarne gli aspetti più patologici ed emotivi del nostro tempo. Esplora così i nuovi vizi capitali della società moderna, le sue deformazioni individuali e collettive, le tendenze incontrollabili, spesso disastrose, che dietro l’apparente normalità degli uomini celano lo scenario inquietante di una società alla deriva.

Nato all’interno del Progetto ROAAAR (vincitore del bando Creatività Giovanile della Fondazione Cariplo), cantiere creativo che ha esplorato le possibilità d’incontro tra i linguaggi del fumetto e del teatro con particolare attenzione alla drammaturgia contemporanea, nel febbraio 2012 debutta ROBE DELL’ALTRO MONDO, amara e paradossale denuncia sociale sviluppata intorno alla tematica delle paure metropolitane che caratterizzano e condizionano la nostra quotidianità e la qualità delle relazioni.

Nel 2012 vincono il Premio Nazionale della Critica come migliore compagnia. Nel dicembre 2012 Carrozzeria Orfeo vince il bando fUNDER35 finanziato dalla Fondazione Cariplo. Nel giugno 2013, al Teatro Romano di Spoleto, dalle mani di Franca Valeri, viene assegnato il Premio SIAE alla Creatività 2013 a Gabriele Di Luca come migliore autore teatrale.

Ad agosto 2013, al Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria, debutta THANKS FOR VASELINA, dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari, vincitore del Last Seen 2013 di KLP come migliore spettacolo dell’anno, una coproduzione Carrozzeria Orfeo e Fondazione Pontedera Teatro, in collaborazione con La Corte Ospitale, Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria.

A giugno 2015 ricevono il Premio Hystrio-Castel dei mondi 2015.

Il 26 e 27 agosto 2015 al Festival Internazionale Castel dei Mondi, ad Andria debutta l’ultimo lavoro ANIMALI DA BAR prodotto da Fondazione Teatro della Toscana.

Attualmente Carrozzeria Orfeo sta sperimentando nuovi campi e si sta muovendo anche nel Cinema.

Nel 2016 ottengono il Premio Hystrio Twister 2016 per l’ultimo spettacolo ANIMALI BAR.

Attualmente stanno lavorando alla nuova produzione COUSCOUS CLAN (titolo provvisorio) il cui debutto è previsto il prossimo novembre a Romaeuropa Festival che la coproduce insieme al Teatro dell’Elfo.

 

LINK TRAILER
https://www.youtube.com/watch?v=b4HmUNFiBKc&t=80s

 

ESTRATTI STAMPA

S’affacciano la crudeltà squallida e poetica dei fratelli Coen, e l’elegia bassa del primo David Mamet, nel nuovo lavoro di Carrozzeria Orfeo, Animali da bar, testo di Gabriele Di Luca, prodotto dal Teatro della Toscana. Nel parlare cui s’abbandonano i fissati e gli emarginati che ruotano attorno al bancone di un locale, cogli il vocio visionario (a livelli assai più sgraziati) degli irlandesi al pub di Conor McPherson. […] Presenze tutte intense, con bei toni corali da blues della drammaturgia.

Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica, 30/08/2015

 

La compagnia Carrozzeria Orfeo con i suoi spettacoli dall’impronta pop e dal riso amaro, di un abbagliante livore metropolitano popolato di frustrati, reietti, delusi e disperati, grotteschi e veri, dal linguaggio politamente scorretto, ha conquistato la sua fetta di pubblico che riempie le sale come succede ora all’Elfo per Animali da bar drammaturgia Gabriele Di Luca, recitato dei bravi e sgargianti attori della compagnia.

Magda Poli, Corriere della Sera, 14/01/2016

 

Questa visione amenamente “nera” ben riassume lo stile di Carrozzeria Orfeo, un gruppo che piace, che è attualmente sulla cresta dell’onda proprio per la sua capacità di ribaltare i buoni sentimenti. Gli attori, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi e lo stesso Di Luca – con l’aggiunta dell’irresistibile voce fuori campo di Alessandro Haber – sono bravi e senza dubbio efficaci.
[…] Animali da bar alterna situazioni volutamente trash, come la disputa sull’allungamento del pene, a scorci di dialogo acutamente pungenti (la donna che dice d’esser disposta a farsi picchiare «perché sono tradizionalista») a momenti di sconsolata riflessione esistenziale.

Renato Palazzi, Il Sole 24 ore, 17/01/2016

 

Sceso nei bassifondi come già, tra i grandi, Gorkij e O’Neill, per tacere di Dostojevski, l’autore Gabriele Di Luca, anche co-regista con Alessandro Tedeschi e Massimiliano Stetti, nonchè co-interprete con quest’ultimo e gli altri tre (più la voce registrata di Alessandro Haber), vi porta sarcasmo e bravura nei dialoghi botta e risposta, imprimendo un ritmo sostenuto ai circa 90 minuti filati, impeccabilmente recitati da tutti con menzione particolare per Beatrice Schiros come l’elemento che ha passato le esperienze peggiori ma che è l’unico a non piangersi addosso.

Masolino D’Amico, La Stampa, 31/08/2015

 

La nuova impresa di Carrozzeria Orfeo, quest’anno Premio Hystrio-Castel dei Mondi, siamo certi replicherà il successo riscosso dal precedente Thanks for vaselina. Stesso ritmo sincopato del testo, stessa ferocia – forse qui ancor più amplificata – nel dipingere i personaggi non disgiunta da un grande amore per essi, simile costruzione in brevi scene compatte e scoppiettanti. […] Una drammaturgia che necessita di ritmi perfetti e come sempre gli attori di Carrozzeria Orfeo, a iniziare da Beatrice Schiros, sanno, con esemplare bravura, come incollarci alla sedia per tutta la durata dello spettacolo, senza dimenticare Alessandro Haber che presta una voce fuori campo dal giusto cipiglio al terribile vegliardo.

Nicola Viesti, Hystrio

 

La deformazione comica mette a fuoco la realtà, il risultato è un’istantanea fulminante del disagio di un’epoca, la nostra, raccontata estremizzando i suoi luoghi comuni. Solido nell’impianto, sincopato nei ritmi il testo di Gabriele Di Luca, anche in scena con Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino e Paolo Li Volsi. Chapeau a tutti, per lei menzione speciale. Il pop in teatro ha tante facce, quella di Carrozzeria Orfeo è intelligente. Il pubblico conferma a colpi di ovazione e sold out.

Sara Chiappori, La Repubblica Milano, 15/01/2016

 

Questo Animali da bar della compagnia mantovana è proprio un bello spettacolo, pop, dark, blues, cattivo, schietto, divertentissimo. Sì, è tutte queste cose insieme.

Francesca De Sanctis, l’Unità, 20/01/2017

 

Tutti, in fondo, hanno un soprannome. Perché nell’animalia da bar così si usa. Ma la pièce è un flusso complesso di sentimenti intensi, in cui le battute e la recitazione esilarante di Mirka sono come un sudario su cui compaiono scritte oscene e ingiuriose, che ben occulta il motivo vero per cui il defunto (l’umanità e la società occidentale, in questo caso) giace lì disteso, senza più forza per esternare una sua cultura, una proprietà antica e perduta del linguaggio, morta come le sue tradizioni, vittime della concreta invisibilità dell’Altro, che non conta più nulla come persona ma solo come portatore di un qualche interesse tangibile. La rivelazione viene dal problematico, così come la complessità deriva da questioni semplici ma imbricate l’una nell’altra, tanto che la loro dissoluzione e scioglimento è cosa di fatto impossibile. Spettacolo a suo modo davvero originale e imperdibile.

Maurizio Bonanni, L’Opinione, 14/01/2017

 

Cinici e abietti ‘animali’ notturni si ritrovano intorno al bancone di un bar dove intrecciano le loro esistenze in un crescendo di episodi grotteschi e demenziali. Al centro lei, la barista ucraina che dalla vita ha incassato solo il peggio – interpretata dalla brava Beatrice Schiros – che assorbe e rilancia gli umori che la circondano. Feroci, disillusi e perdenti, ma anche inetti e ingenui, soprattutto senza filtri, insomma animali da bar.

Tiziana Montrasio, ilsole24ore.com

 

Animali da bar ha riaffermato l’ottima scrittura di Gabriele Di Luca, il buon impianto attoriale, con Massimiliano Setti e Beatrice Schiros pilastri, l’affiatamento, il ritmo, e queste storie, scritte come ferite, sospese tra un’immensa tragicità, il sorriso grottesco, una disperazione drammatica esistenziale delle nostre periferie.

Tommaso Chimenti, recensito.it

 

A valorizzare l’efficacia di drammaturgia e regia è la bravura degli attori, che sostengono con disinvoltura i ritmi vorticosi dello spettacolo. Una dinamica che entra totalmente in sintonia con il pubblico – per una volta composto non solo da appassionati, addetti ai lavori, o habitué: e questo ritratto ironico di un mondo rappresentato in caricatura, ma (cinicamente) non troppo lontano dal reale, ottiene una vera e propria standing ovation.

Maddalena Giovannelli, Francesca Serrazanetti, stratagemmi.it

 

Lo spettacolo gode di un ottimo ritmo e di perfetti contrappunti tra cinismo e pseudo romanticismo, giovandosi anche di ritmi serratissimi. Certo è che, rispetto a Thanks for Vaselina, Carrozzeria Orfeo dimostra di poter vantare una compagnia composta da attori molto bravi (Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino e Paolo Li Volsi) ma anche di essere cresciuta molto a livello drammaturgico.

Patrizia Pertuso, patriziapertuso.wordpress.com

 

In scena Mirka, Milo, Sciacallo e Svaroski sono i bravissimi protagonisti di una messinscena che sottolinea la cifra stilistica della compagnia, quella cioè di afferrare il lato cinico e dissacrante di una realtà , che se non fosse così ridicola sarebbe veramente tragica.

Patrizia Pertuso, Metro Milano, 14/01/16

 

Resta a conti fatti ciò nonostante il coraggio di un teatro che in modo spesso spiazzante, vuole parlare del nostro tempo, con interpreti efficacemente impegnati (su tutti Beatrice Schiros e Paolo Li Volsi, proprio perché impegnati in ruoli vividi e credibili) di una compagnia tra le poche cui fare affidamento per creare un teatro vivo e palpitante, con la speranza che il successo alla moda che ora le arride non rallenti la sua ricerca fuori dagli schemi di un teatro consolatorio.

Mario Bianchi, eolo-ragazzi.it

 

Lo spettacolo è divertente, irriverente, caratterizzato da un linguaggio schietto e politicamente scorretto, senza mai essere volgare, con sprazzi di poesia e commozione.
La drammaturgia è di Gabriele Di Luca, qui anche regista e attore. Sorprendente è la capacità degli attori di assorbire il testo, di essere personaggi bizzarri senza cadere nello stereotipo, di essere credibili mostrando senza vergogna la propria vulnerabilità. Bravissimi Paolo Li Volsi,
Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi  Pasino. Ma la vera protagonista della vicenda, la stella che brilla tra tutti, è una meravigliosa Beatrice Schiros. Degno di nota è anche il cameo vocale del nonno Alessandro Haber. La regia di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi è quasi cinematografica, costruita con precisione, come un gioco di incastri perfetto, e scorre veloce fino alla fine inaspettata e toccante.

Alice Bonvini, teatrionline.com

 

I protagonisti di questa pièce pungente – le battute serrate vengono sparate quasi fossero una raffica di proiettili da conficcare dritto nel cuore – sono dei veri e propri animali notturni, tutti illusi perdenti, protagonisti della loro tragedia personale. Sono gli ultimi della lista, di quelli che rimangono una vita in panchina ad attendere il loro turno per un momento di gloria.

Alessandra Lacavalla, corrierespettacolo.it

 

In Animali da bar non si racconta l’Italietta, si descrive un Occidente anestetizzato ma ancora incredulo di non aver più nulla in cui riconoscersi, sperare. E poi con l’evoluzione del personaggio di Colpo di Frusta, il pacifista malmenato, si racconta di come le convinzioni possono crollare, di come sia troppo facile esportare ideologie innocue e rassicuranti per sentirsi bravi cittadini.

Erika Favaro, cheteatrochefa-roma.blogautore.repubblica.it

 

Nelle scritture di Gabriele Di Luca (che il prossimo anno porterà sul grande schermo la trasposizione di ‘Thanks for vaselina’, il loro successo delle scorse due stagioni) esplode un livore metropolitano che si scaglia contro gli ultimi della lista, o almeno contro quelli che stanno sotto di te nella grande catena alimentare dei delusi e dei repressi. Un linguaggio politicamente scorretto, da slang da marciapiede, da quartiere malfamato, dove ogni frase è un coltello a tranciare convenzioni sociali, formalità e qualsiasi parvenza di educazione, ferisce con parole come massi di asfalto.

Tommaso Chimenti, fattoquotidiano.it

 

Nella variegata materia splende l’estro drammaturgico di Gabriele Di Luca, bravo a tenere le fila di un intreccio costellato di sorprese e cambi di ritmo, dove ogni sorta di intellettualismo è bandito, con molti “passaggi” nei quali non si ride e basta.

Marco Menini, Klp.it

 

Il bar rappresenta per eccellenza il luogo dove l’eroe si ferma per riflettere, chiarire, fare il punto e abbeverarsi, non solo di alcool, ma anche di notizie. È il posto dove si va per capire che aria tira, per stringere amicizie e carpire dettagli, ma inevitabilmente dopo qualche bicchiere si comincia a cedere e i dettagli, anziché carpirli, li si inizia a rivelare. “Le cose più interessanti”, ci racconta questo lavoro, “succedono di nascosto”.

Giulia Lombezzi, www.breakaleg.it

 

Ottima prestazione di tutti gli attori, sapiente la regia a sei mani di Gabriele Di Luca, Alessandro Tedeschi e Massimiliano Setti, la quale è stata costruita in maniera che non ci fossero “tempi morti” e quindi lo spettatore non si annoiasse un attimo solo della messa in scena. Il virtuosismo più eclatante è rappresentato dalla bravura di Beatrice Schiros, che ha recitato nella parte della “portante” ucraina.

Carlo Tomeo, italiapost.info

 

Cattivi, cattivissimi e bastardi, i personaggi di Animali da Bar (Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Gabriele Di Luca, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi) portano avanti la loro famelica ricerca per tentare di scoprirsi differenti finendo irrimediabilmente per ritrovarsi gli stessi di sempre; sognano senza davvero credere, aspirano senza realmente aver la forza da uscire da una quotidianità che li pretende patetici. Al termine ognuno sarà costretto a dover vivere la propria vita, cercando di andare comunque avanti, arrancando verso un futuro che non vuole promettere niente.

Gemma Salvadori, losguardodiarlecchino.it

 

La drammaturgia, firmata da Gabriele Di Luca, corre infatti a un ritmo indiavolato sui binari di un umorismo risolutamente politically incorrect dove, in linea con la tradizione anglosassone più smaliziata, è ammessa tanto la comicità triviale (le battute a sfondo sessuale, il leitmotiv della flatulenza di Mirka) quanto quella satirica (i ‘vegetariani melaniani’) o quella cinico-grottesca (“Se hai fame ti cucino la tartaruga!”). Un vortice vivace e sincopato che si interrompe solo di tanto in tanto, quando viene messo a fuoco, con sguardo patetico-misericordioso, il substrato di infelicità su cui poggia l’intero carrozzone di questa UnHappy Family.

Corrado Rovida, cultweek.com

Animali da bar è uno spazio dove accade molto, ma non si muove niente, dal quale tutti vorrebbero scomparire, eppure nessuno ha il coraggio di staccarsi, un ritrovo per sognatori che si sgretolano come castelli di sabbia. L’intreccio di monologhi riflessivi a forte impatto emotivo con scene comiche e popolane rende interessante la vicenda per tutta la sua durata.

Federico Peloso, andriaviva.it

 

Animali da Bar è uno spettacolo che aggredisce lo spettatore con un linguaggio molto forte, violento, non si può non prestare attenzione. Ogni personaggio incarna uno stereotipo moderno portato all’esasperazione ma questo non lo allontana dalla realtà, anzi. Siamo convinti che ogni spettatore si sia per almeno un istante ritrovato, immedesimato in una di quelle storie “borderline”.
Borderline? Guardiamoci attorno. Sono le storie del nostro vicino di casa, del nostro collega di lavoro o di un nostro parente vicino. Animali da Bar racconta in maniera spietata le nostre storie.

Antonio Serio, iltaccodibacco.it

 

Di particolare impatto visivo è l’inizio dello spettacolo che sembra un rewind di ciò che accadrà capace di posizionare in scena tutti i personaggi e che ne preannuncia il ritmo scenico sostenuto. Una scenografia essenziale, ma efficace dove a far da padrona sono i giochi di luci ed ombre che proiettano all’esterno le ombre che ciascuno dei personaggi coltiva nella propria anima. Disperati, violentati, incapaci di reagire, lasceranno se stessi in quel bar, assieme al suo vecchio proprietario, rivelandosi irrecuperabili “animali da bar”.

batmagazine.it

 

Per i protagonisti di Animali da bar forse sarebbe più opportuno affermare che, la vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a bere una birra in uno squallido bar. Cinici e spietati, sempre pronti a scagliarsi contro l’anello debole, questi reietti abitatori da bar, misantropi, looser senza apparente via d’uscita, tra un sorso di birra e uno di vodka, indossano delle maschere per sopravvivere a una vita di fallimenti, per riempire un’esistenza vacua, per adattarsi ai tempi che corrono.

Nicola Delnero, paperstreet.it

 

La regia, curata da Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca (che si è occupato anche della drammaturgia dello spettacolo) e Massimiliano Setti (che ha realizzato anche le musiche), risulta unitaria, coerente e sostenuta. Il lavoro degli attori – Beatrice Schiros, gli stessi Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi, e la voce fuori campo Alessandro Haber – è assolutamente eccezionale e impeccabile: la caratterizzazione di ogni personaggio è accurata e rigorosa dall’inizio alla fine dello spettacolo.

Cecilia Carpoli, saltinaria.it

 

Sarcastico e caustico lo scrittore in crisi profetizza verità scomode a suoi 4 amici di birra mentre gli antieroi notturni cercano di ribellarsi a un destino che sembra già “scritto”. 5 modi simili di affrontare le avversità, 5 codici diversi per riscrivere il cinismo, 5 sfumature di greve disillusione che nell’eccitato progetto del neo-bauscia milanese sembra la parabola di un brianzolo con sogni di carriera troppo grandi e paradossali, ma alla fine forse la sua audacia non sarà così vana anche se il suo inferno è ancora lontano dal collocarsi tra i fumi del bar o tra le cortine fumogene del suo avvenire placcato di successo. Animali da bar è una piéce straordinaria, una compagnia rivelazione, che ha già vinto diversi premi, uno spettacolo sulla vita più prosaica, senza filtri di alcun genere.

Eliana Fortuna, lanouvellevague.it

 

Gli attori recitano in maniera impeccabile e trasmettono abilmente una visione inaridita del mondo che ci vede uscire dal teatro pervasi dal vuoto interiore che abbiamo letto in quello zoo da palcoscenico, con la stretta allo stomaco di chi immagina cosa sarebbe la vita se quel bar fosse la regola e ci trovassimo a vivere circondati da persone così, in un mondo privo di speranze e sogni.
Dopo il successo dello scorso anno di Thanks for Vaselina, portato in scena dalla stessa compagnia, torniamo a casa scossi, ancora una volta, da uno spettacolo crudo e forte, felici di non essere avventori di quel bar, sperando al contempo che di clienti così ne abbia sempre meno e che ognuno, in cuor proprio, desideri vivere la sua condizione di uomo o donna con gioia e dignità perché sperare non fa mai male… senza nulla togliere agli animali.

Federica Picotti, contrappunti.info

 

Animali da bar non fa sconti a nulla e a nessuno lasciando emergere il peggio, ma anche un inaspettato meglio dei personaggi, così terribilmente tritati dalla vita moderna e risucchiati dalla commercializzazione di ogni tipo di valori. Non concedendo il lieto fine forse agognato dal pubblico, ma di fatto sempre più irreale nella quotidianità, Animali da bar si propone come uno spettacolo in grado di rovesciare le amene e forse pure un po’ goderecce chiacchiere da bar mettendo invece in luce tutta la densità emotiva di sei anime profondamente sole e deluse. I sei attori sul palco dialogano efficacemente orchestrati dalla regia a sei mani di Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e senza mai esagerare sul palco, offrono una recitazione realistica che ci lascia spiare all’interno di un bar come un altro, come fosse il vero mondo. Bellissimo.

Fabiana Raponi, teatrionline.com

 

La libertà creativa in cui si articola la successione delle scene e la capacità di tener dietro ad ogni sviluppo, in cui si alternano calibrandosi momenti tragici e momenti comici o grotteschi è di notevole presa. Bravissimi tutti, ciascuno con una sua personalità, che rimanendo intatta si rende omogenea al gruppo.

Maricla Boggio, criticateatrale.it

 

Lo spettacolo rappresenta probabilmente un ottimo esempio di come sia possibile parlare di tanti (forse troppi) argomenti spinosi e attuali senza annoiare, ma anzi divertendo e tenendo desti per tutti o quasi i 100 minuti di durata. […] In Animali da bar i dialoghi sono frizzanti, le battute fulminanti, i monologhi (almeno uno, lungo, per ciascun personaggio, come classicamente s’impone) interessanti, giustificati e ben strutturati; gli attori sono tutti estremamente abili (anche se Beatrice Schiros spicca su tutti, forse anche per merito della maggior complessità del suo personaggio), i tempi sono eccezionali; si ride, e anche parecchio, non si piange, ma ci si commuove genuinamente (la scena della cena su tutte), qualcuno si ritroverà anche a riflettere (carne al fuoco ce n’è tanta).

Pietro Dattola, saltinaria.it

 

[…] uno spettacolo dal ritmo veloce e costruito su dialoghi che alternano luoghi comuni a parole taglienti, creando un effetto di sorpresa nello spettatore che in 100 minuti di rappresentazione non si annoia un attimo. Uno spettacolo che emoziona e caratterizzato da trovate interessanti, che riflette sul mondo e sulle persone, che mette in scena cinque personaggi che potrebbero rappresentare un solo essere umano in tutta la sua complessità e così sei miliardi di uomini nella loro similitudine. Da non perdere.

Francesco Morelli, B in Rome

 

[…] Un testo scritto davvero molto bene e che ha saputo catturare il pubblico del Piccolo Eliseo per tutta l’ora e mezza di messinscena perché descrive in modo schietto e sincero il malessere che affligge da sempre l’animo umano e che tende a prevalere quando la speranza di un mondo migliore si riduce a una piccola fiammella…I cinque attori che vediamo esibirsi dimostrano di saper padroneggiare la scena teatrale e i suoi ritmi veloci con i dialoghi botta e risposta, e di saper entrare profondamente nei loro personaggi al punto da diventare loro in tutto e per tutto: così Beatrice Schiros appare talmente credibile nel ruolo di Mirka che ci si chiede se non sia davvero ucraina, o Gabriele Di Luca se non abbia preso troppo sul serio il proprio personaggio. Bravura ed efficacia nella messinscena fanno sì che la pièce piaccia e appassioni il pubblico in sala, curioso di sapere se la sceneggiatura ha avuto pietà di queste sei voci e sarà un lieto fine ad attenderli oppure se nemmeno nella finzione della realtà sia possibile sfuggire a un’amara sorpresa.

Diana Della Mura, laplatea.it

 

[…] Sono “animali” perdenti che alternano sogni e disperazione, vita e morte, cinismo crudele a momenti inattesi di verità. Non si può che amare questa banda di disperati che non si arrendono al declino morale che li ha generati. Nessun lieto fine ci solleva dalle vicende tragicomiche di questi personaggi che sembrano in cerca di un sogno da vivere fino in fondo. Una disperazione liquida e inafferrabile pervade lo spettatore e lo costringe a domande non più rimandabili sul nostro presente da Polli da allevamento come direbbe Gaber, in attesa di un Messia che non arriva, lasciando ognuno di noi alla sua dimensione scissa. Sogni inarrivabili da una parte e realtà che cercano filtri inutili come l’alcol o l’illusione di un cambiamento impossibile, quando oramai l’ultimo treno è già andato via. A noi ricomporre tanta disperazione in una dimensione tutta da inventare. E questo è quello che ci portiamo a casa dopo questo spettacolo duro, implacabile come le nostre angosce metropolitane.

Rita Proto, mpnews.it

 

[…] Eccellente è l’archetipo dello scrittore fallito, conformatosi controvoglia al sistema, il bollito Swarovski, interpretato da un convincente Paolo Li Volsi, che riesce a rendersi a tratti repellente, per poi vivere un’inattesa catarsi. Divertente e sopra le righe è il personaggio di Mirka, recitato da una sorprendente Beatrice Schiros nei panni della fragile e scorbutica badante ucraina, che per necessità affitta l’utero a coppie italiane, sognando invece un cavaliere Disney con cui formare una famiglia, sfogando nell’alcol il suo malessere. […]

Rita Ricci, Zenit

 

Programmazione

Dal 21 aprile 2017
al 23 aprile 2017
 

Venerdì ore 21.00

Sabato ore 21.00

Domenica ore 17.30

 

Biglietti

Clicca per andare alla pagina di acquisto.


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Turnazioni Abbonati

Turno A: Venerdì ore 21.00

Turno B: Sabato ore 21.00

Turno C: Domenica ore 17.30