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La Cena

Stagione
2018/2019
Genere
Prosa
Teatro
Foyer

La Cena

di Giuseppe Manfridi

con Andrea Tidona

Chiara Condrò e Stefano Skalkotos

e Cristiano Marzio Penna

progetto teatrale e regia Walter Manfrè

 

BREVE DESCRIZIONE
La Cena è un evento teatrale che si svolge nelle sale da pranzo, nei saloni, di eleganti dimore, dove è allestita una sontuosa tavola apparecchiata per 30 persone (27 spettatori e 3 attori). Gli spettatori svolgeranno il ruolo di invitati ma non assaggeranno cibo e non potranno mutare il corso degli avvenimenti. Il testo è stato scritto su sollecitazione di Walter Manfrè da uno dei più importanti drammaturghi italiani contemporanei, Giuseppe Manfridi, che ha badato a restituire un’opera carica di tensione drammatica e di ironia che alla fine lascia tramortito il pubblico. Lo spettacolo vide il suo debutto a Roma nel 1992 e da allora ha visitato i più importanti teatri italiani (Nazionale di Milano, Delle Arti di Roma, Niccolini di Firenze) e ripetuto le sue presenze a TaorminaArte ed in sedi di prestigiose ville, alberghi lussuosi e storiche locations. All’inizio della Cena il capo-cameriere servirà agli invitati dell’ottimo vino bianco fresco. I quattro attori (padre, figlia, fidanzato e maggiordomo) cominceranno a dipanare una discussione riguardante misteriosi affari di famiglia di natura assolutamente personale che turberanno gli invitati poiché metteranno in campo vicende del passato e del presente caratterizzati dalla più assoluta impudicizia.
Ci sembra inutile qui raccontare la trama poiché sul suo mistero sono basati l’emozione e la forte tensione che percorrono tutta la vicenda.

 

NOTE DI REGIA
“La Cena”, testo scritto da Giuseppe Manfridi in varie edizioni, la prima delle quali tenendo conto delle esigenze di realizzazione del regista Walter Manfrè, è un anello fondamentale all’interno del “Teatro della Persona” definizione programmatica che si deve al critico Ugo Ronfani che così, nel ’93, sintetizzò il senso della poetica espresso dal percorso registico di Manfrè. Un percorso che si è sostanziato in una serie di spettacoli rispondenti a caratteristiche particolari una delle quali è sicuramente l’annullamento della distanza tra pubblico e spettatore e l’assegnazione a quest’ultimo di un ruolo all’interno del dramma senza che ciò possa mutare lo svolgimento della “trama”. Un altro elemento di questo teatro è individuabile chiaramente nella coesistenza all’interno dell’evento di due elementi contrastanti – il ludo e il Rito – che consentono al plot di intraprendere percorsi imprevisti ed emozionalmente più forti rispetto a quelli concepiti sul protagonismo del solo Rito. Ciò consente di recuperare quella teatralità che è sempre nel mirino del regista intenzionato a far sì che il pubblico, pur lasciandosi andare al flusso di imbarazzi e turbamenti che la situazione propone, non dimentichi mai di essere a teatro. Ancora riferendoci al Rito noteremo come tutte le operazioni di Manfrè ricollegabili al teatro della Persona, siano calate dentro un’ambientazione dove il cerimoniale assume una segnata connotazione centrale (La confessione, Visita ai parenti, Il letto, Il viaggio, La Cerimonia) e ancor di più nella Cena dove il maggiordomo è solo inizialmente sussiegoso Maestro di cerimonia mentre la tavola trasmuta da aggregante perno conviviale in ara sacrificale, in scandaloso palcoscenico allestito per turpi rappresentazioni : quasi in dissolvenza incrociata e sotto gli occhi dello spettatore durante il dipanarsi della vicenda. La scrittura di Manfridi, poeta psichiatrico, sadico visionario, che come nessuno sa descrivere il progressivo sgretolarsi del titanico eroe alfieriano fino alla patetica rappresentazione del se stesso in mutande, segue con occhio crudele i propri personaggi incline solo a qualche tenerezza verso il mondo femminile. Ma la scrittura è di qualche anno fa. Chissà oggi, dopo la scoperta da parte di sociologi e psicologi della “sindrome della donna-astio”, quale sarebbe l’epilogo di questo emozionante viaggio nella psiche.

Walter Manfrè

GLI ATTORI

ANDREA TIDONA
Si diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 1976 e debutta con la Compagnia dei Filodrammatici in “Tre quarti di luna” di L. Squarzina per la regia di E. D’Amato. E’ scritturato poi dal Piccolo Teatro di Milano, dove con Strehler lavora come attore e come aiuto regista per quattro stagioni. Le successive quattro stagioni sarà con Glauco Mauri. In seguito ha lavorato con Cecchi, Freni, Manfrè, Zampieri, Zucchi, Puggelli, Sciaccaluga, Pugliese e molti altri. In campo televisivo ha partecipato a numerose fictions e serie di successo tra le quali: “Il Maresciallo Rocca”, “La Piovra”, “Le ali della vita”, “Il commissario Montalbano”, ” Distretto di polizia”, “Il Capitano”, “Alcide De Gasperi”, “Borsellino”, “L’uomo sbagliato”, “Butta la luna”, “Il Capo dei capi”, “Braccialetti rossi”, “Il giovane Montalbano” ed altri. Nel cinema ha recitato, tra gli altri, in due grandi film: “La vita è bella” di R. Benigni e “I cento passi” di M.T. Giordana. Sempre diretto da Giordana, è stato tra i protagonisti de “La meglio gioventù” interpretazione che gli è valso il “Nastro d’Argento” come miglior attore protagonista. Ultimamente ha fatto parte del cast dell’opera prima di G. Martelli “In ascolto” ed è tra gli interpreti di “Il 7 e 8” di Ficarra&Picone e G. Avellino.

CHIARA CONDRÒ
Laureata al DAMS, si diploma poi presso l’Ert (Emilia Romagna Teatro) con i Maestri C.Lievi e S.Vercelli. Continua la sua attività formativa con dei corsi di perfezionamento: doppiaggio avanzato con R. Pedicini, perfezionamento radiofonico con R.Cavosi e F.Bussotti e seminari con L.Muscato, F.Santoro, M.Fallucchi, G.Sammartano. In teatro lavora per due anni con M.Castri (Così è, se vi pare di Pirandello), W. Manfrè (La confessione, La Cena e per ultimo Il Vizio del cielo), A. Benadduce (Agogno la gogna, il Povero Riccardo terzo), R.Cavosi (Verso Gerusalemme, Radio Tre), Keramik Papier (Verranno a prenderti, finalista al premio scenario 2009) e R.Valerio. Dal 2011 lavora con C.Casini e I.Monti a un ciclo di letture sull’Odissea. Nel 2012 con G.Sammartano in BertBrecht Platz, “Quel grido” (regia di M.Perrotta),”Note di Viaggio” (Auditorium Parco della Musica di Roma) “Gli amici degli amici” di Henry James per la regia di C.M. Angeli, e con il Teatro Magro per il progetto Muse.i a Mantova. Dal 2013 è allieva nel corso di Formazione per Attori nel sociale, diretto da R.Vannuccini.

STEFANO SKALKOTOS
Diplomato alla Civica Scuola D’arte Drammatica del Teatro Stabile del Veneto “Accademia Palcoscenico” diretta dal M° Alberto Terrani, successivamente si perfezione seguendo Master Class con Rossella Falk, Franca Nuti, Ugo Pagliai e Ugo Chiti. In Teatro lavora in diverse produzioni a livello nazionale, collaborando con il Teatro Stabile del Veneto e il Teatro Sociale di Rovigo, in particolar modo si lega artisticamente al regista e scenografo M° Gabbris Ferrari. Attualmente vive e lavora a Roma dove affianca all’attività di attore quella di doppiatore, lavorando con professionisti del settore come Massimo Giuliani, Rodolfo Bianchi, Nicoletta Negri ed altri. Al cinema lavora in “Leoni” di Piero Parolin al fianco di Neri Marcorè, poi ne “La Fuga” di Sandra Vannucchi e Sp1ral di Orazio Guarino con Marco Cocci. Sempre come attore collabora con il CENDIC (Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea) nella realizzazione di numerosi reading.

IL REGISTA

WALTER MANFRÈ
Nel 1978, parallelamente alla sua attività di attore, Walter Manfrè ha iniziato a svolgere quella di regista vincendo il Premio al Teatro Festival di Catania come migliore regista giovane per la messa in scena di “Fando e Lis” di Arrabal. Da allora ha messo in scena tantissimi spettacoli di successo dividendo le sue realizzazioni in due categorie: spettacoli sul terreno della tradizione ed operazioni sul terreno della ricerca. Ha diretto, in testi di autori classici e contemporanei, alcuni tra i più prestigiosi attori italiani: Paola Borboni, Raf Vallone, Pupella Maggio, Warner Bentivegna, Nando Gazzolo, Ottavia Piccolo, Paola Pitagora, Mariano Rigillo, Giuseppe Pambieri, Pino Micol, Massimo Venturiello, Sergio Rubini, Jean Sorel, Barbara D’Urso, Cochi Ponzoni, Carlo Delle Piane ed altri. Ha realizzato, sul terreno della ricerca, alcuni spettacoli che lo hanno reso famoso in Italia ed all’Estero e che sono stati catalogati dalla critica sotto il titolo di “Teatro della Persona”. Fra questi ricordiamo “La Cena”, “Visita ai parenti”, “La Confessione”, “Il Viaggio”, “Il Vizio del Cielo”, “La Cerimonia”, “Le voci umane”. Dal 1989 cura la direzione artistica del Festival Catona Teatro. Nel 1990 ha ottenuto un riconoscimento speciale dell’I.D.I. (Istituto del Dramma Italiano) per l’originalità delle sue regie dedicate alla nuova drammaturgia del nostro paese. Nel 1994 il suo spettacolo più importante “La Confessione” è stato ospite nella stagione ufficiale del Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strelher. Dal 1990 al 1999 i suoi spettacoli sono stati ospitati nei più prestigiosi Festival che si svolgono nel nostro paese (Festival di Todi, Taormina Arte, Festival di Asti, Milano a cielo aperto, Orvieto città teatro, Festival di Benevento, Mitt-Fest di Cividale del Friuli). Ha portato all’estero il suo teatro essendo stato invitato in Bulgaria, Uruguay, Russia, Austria, Francia, Svizzera, Spagna, Inghilterra, Argentina, Cile, Perù. Ha partecipato alla sezione ufficiale del Festival di Avignone 1999 dove il suo spettacolo “La Confessione” ha riscosso un notevole successo di critiche e di pubblico. E’ stato docente per due anni presso la Scuola Europea di Teatro di Latina e presso l’Accademia di Arte Drammatica della Calabria. Sul suo lavoro denominato “Teatro della Persona” sono state discusse due Tesi di Laurea presso l’Università di Roma. Nel settembre 1999 il Ministro Egiziano della Cultura lo ha invitato come ospite d’onore a rappresentare l’Italia all’XI Cairo International Festival for Experimental Teatre e gli ha conferito un riconoscimento speciale per la sua attività di ricerca nel campo teatrale. Nel giugno 2000 ha realizzato “La Confessione” in uno dei più prestigiosi teatri di Parigi, le Théatre du Rond Point sugli Champs-Elisées. Nell’agosto 2000 il suo nuovo spettacolo “La Cerimonia” ha debuttato a Taormina Arte riscuotendo grande successo di critica e di pubblico. Nell’ottobre 2000 ha messo in scena “Enrico IV” di Pirandello al Teatro Nazionale del Cairo in lingua araba con attori egiziani. Nel 2001 è stato invitato a due fra i più importanti Festival di Teatro spagnoli che si svolgono a Madrid, Festival de Otono e Madrid sur e ha tenuto una serie di incontri all’Università di Valencia sul Teatro della Persona. Nello stesso anno, sotto il Patrocinio del Ministero Italiano dei Beni Culturali, ha realizzato a Roma una importante manifestazione presso l’ex Carcere Minorile di S. Michele a ripa sempre sul Teatro della Persona. Il suo spettacolo “La Confessione” è stato ospite del Teatro S. Gervais di Ginevra presso il Tempio di Planpalais. Per conto dell’Ente Teatro di Messina ha messo in scena “Il Candido” di Leonardo Sciascia con Jean Sorel e con un nutritissimo cast di attori, riscuotendo un grande successo. Nel 2002 “Il Viaggio” è andato in tournée in due edizioni, italiana e francese, a Milano (Stazione di Corsico) a Losanna (Gare de Lausanne) e Ginevra (Gare de Cornovain) mentre un altro storico spettacolo “Visita ai parenti” è stato ospite del Festival International Teathre Action toccando le città di Liegi, Parigi, Orleans. Per il Festival Internazionale di Taormina Arte ha realizzato un progetto speciale del Dipartimento dello Spettacolo (Ministero dei Beni Culturali) “Il Viaggio in Italia” di Goethe con Massimo Venturiello e le coreografie di Diana Ferrara. Nel 2003 è sato invitato alla Royal Academy di Glasgow per realizzare un workshop sullo spettacolo “La Cerimonia” presso il Center Contemporary Art della città scozzese. Ha riproposto a Parigi, presso il Centro Culturale Svizzero, una edizione francese de “La Confessione”. A Milano ha realizzato presso il Museo Bagatti-Valsecchi una manifestazione sulla drammaturgia italiana contemporanea dal titolo “Trame da camera” che ha ottenuto ampi consensi. Sempre a Milano e poi in Tournée nazionale, ha debuttato “Gioan Brera” di Sabina Negri, un testo sul famoso giornalista sportivo interpretato da Cochi Ponzoni. Nel 2004 con l’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria ha messo in scena “A Giarra” di Luigi Pirandello che ha debuttato al teatro Maipo di Buenos Aires e poi al Teatro Coliseum di La Plata, nel corso di una breve tournée argentina. Nello stesso anno a Milano, al Teatro Nazionale, ha debuttato “Toulouse Lautrec al Moulin Rouge” con Carlo Delle Piane. Successivamente viene nominato Direttore Artistico della sezione Prosa dell’ Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina el ‘Ufficio Grandi Eventi del Comune e l’Amministrazione provinciale di Palermo gli hanno affidato la regia dell’evento teatrale “Palermo ai tempi del Serpotta” in occasione della riapertura alla città di Palazzo S. Elia in Via Maqueda.Il 27 Dicembre 2004, per la rievocazione del terremoto di Messina del 1908, ha creato l’evento “La  terra trema” con Giancarlo Giannini al Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Nel 2005 Il suo nuovo spettacolo-evento “Les voix humaines”, dopo una presentazione in forma di studio a Taormina- Arte, ha inaugurato il prestigioso Festival de la Batie di Ginevra, riscuotendo un grande successo di critica e di pubblico. Nel 2006 Debutta al Festival “La Versiliana” di Marina di Pietrasanta e poi a TaorminaArte il suo spettacolo “La Tempesta” di W. Shakespeare con protagonista Virginio Gazzolo e nello stesso anno debutta al Festival di Borgio Verezzi il suo spettacolo “Vestire gli ignudi” di L.  Pirandello con Vanessa  Gravina,  Luigi  Diberti,  Bruno  Armando  e  successivamente l’Amministrazione Provinciale di Chieti gli commissiona un Evento teatrale su treni in movimento sui binari della dimessa Ferrovia Sangritana. Nel 2008 è in America dove incontra al Drama Center di New York la scrittrice Diana Amsterda per la realizzazione de “La Confessione” proprio in America. Nel 2009 realizza L’Elettra di Euripide con l’interpretazione di Manuela Mandracchia. Nel 2010 il Comune di Ortona gli dedica una retrospettiva sul suo “Teatro della persona”. Ne 2014 dirige Cavalleria Rusticana di Verga, allestendolo nello storico quartiere di Vizzini. Nel 2015 torna a Roma al Teatro Brancaccio portando in scena un testo di Dacia Maraini “Dialogo di una prostituta”.


Costo biglietto: € 15,00 – Disponibiltà di posti a recita n. 27

 

Programmazione

Dal 14 maggio 2019
al 22 maggio 2019
 

14 maggio 2019, ore 19:00 e ore 21:00

15 maggio 2019, ore 19:00 e ore 21:00

16 maggio 2019, ore 19:00 e ore 21:00

17 maggio 2019, ore 19:00 e ore 21:00

18 maggio 2019, ore 19:00 e ore 21:00

19 maggio 2019, ore 19:00 e ore 21:00

20 maggio 2019, ore 19:00 e ore 21:00

21 maggio 2019, ore 19:00 e ore 21:00

22 maggio 2019, ore 19:00 e ore 21:00

 

Biglietti

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Spettacolo per n° 27 spettatori a recita