Sala Laudamo

Cappidazzu paga tuttu

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di Nino Martoglio e Luigi Pirandello
adattamento Valerio Vella e Laura Gambadoro
regia Valerio Vella
con Daniele Gonciaruk e Daniela Conti (altri interpreti in via di definizione)
disegno luci Renzo Di Chio


Scritta a quattro mani da Nino Martoglio e Luigi Pirandello — con Martoglio primo estensore di buona parte del copione — Cappiddazzu paga tuttu è una commedia siciliana in cui la risata non è mai innocente. Nella Sicilia dopo la Grande Guerra Don Nzulu, tornato dall’America dove era emigrato da giovane, attira i parenti (serpenti) in casa propria con l’esca di un nipote americano ricchissimo, Paolino, prossimo all’arrivo. L’ospite tarda, il padrone di casa non si affaccia, e alla porta busserà chi nessuno aspetta. Attorno alla promessa di ricchezza i congiunti si affannano, si contendono, si adulano e si tradiscono. La macchina degli inganni, mossa da Nzulu come un abile puparo, non serve ad arricchire nessuno: serve a mettere ciascuno davanti a uno specchio. Sotto la risata c’è una domanda scomoda: quanto vale una persona quando non ha più niente da lasciare?

Qui è tutta la morale pirandelliana, tipicamente incentrata sui rapporti sociali della cosiddetta convenienza, sulle considerazioni di calcolo nelle quali l’etica è quasi sempre sacrificata. I parenti sanno chiedere «quanto costa?», «chi paga?»; nessuno chiede «come stai?». Nella sua critica Pirandello non adotta un moralismo che condanna dall’alto ma un occhio ironico e insieme dolente, che coglie la maschera sociale nell’atto stesso in cui si crede volto. La sua dialettica erosiva lavora dall’interno, corrode le buone facciate, mostra il tornaconto sotto l’affetto — senza mai perdere la leggerezza del teatro comico. La collaborazione con Nino Martoglio rafforza le radici della scena siciliana conferendo il ritmo popolare, la comicità di carattere, il gusto della maschera dialettale.

Nato nel primo Novecento, in una Sicilia sospesa tra emigrazione e sogno americano, il testo intreccia i due talenti in un equilibrio raro: commedia degli equivoci in superficie, apologo sull’ipocrisia umana nel fondo.

«Cappiddazzu paga tuttu», alla lettera “Cappellaccio salda ogni conto”. Ma la vera spesa, quella che il denaro non copre, è un’altra e la scopriranno sul più bello i protagonisti di questa commedia agrodolce, qui nell’adattamento scritto e diretto da Valerio Vella – coadiuvato da Laura Gambadoro – che rispetta la struttura esilarante e la radice severa originarie alleggerendo la messinscena secondo una cifra stilistica più moderna. Il cast dello spettacolo vanta interpreti dalla solida carriera teatrale, tra cui Daniele Gonciaruk e Daniela Conti, affiancati da un cast in via di definizione. In regia, il disegno luci è affidato a Renzo Di Chio.

Dal 18 al 21 e dal 24 al 27 novembre 2026

mercoledì 18 novembre, ore 20:30
giovedì 19 novembre, ore 20:30
venerdì 20 novembre, ore 20:30
sabato 21 novembre, ore 20:30

martedì 24 novembre, ore 20:30
mercoledì 25 novembre, ore 20:30
giovedì 26 novembre, ore 20:30
venerdì 27novembre, ore 20:30

Biglietti al botteghino del Teatro
🎟️​ Intero €5

𝐎𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐛𝐨𝐭𝐭𝐞𝐠𝐡𝐢𝐧𝐨
Mar–Sab: 9:00–13:00 / 16:00–18:40 – Lunedì chiuso
Il botteghino sarà aperto un’ora prima dell’inizio delle rappresentazioni anche la domenica e i giorni festivi.

Orario spettacoli e turni abbonati

Data - 25-11-2026

Orario - 20:30

Data - 26-11-2026

Orario - 20:30

Data - 27-11-2026

Orario - 20:30

- →

 

Date spettacolo

18-11-2026 to
27-11-2026
 

Tipologie di evento

 

Categoria dell'evento

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Cappidazzu paga tuttu